Depositata in Consiglio Comunale una nuova interrogazione su Smat per vedere pienamente riconosciuto il risultato del referendum
In data 13 Aprile il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà Città di Torino ha depositato una nuova interrrogazione per avere dei chiarimenti su come Smat intendano riconoscere il risultato del referendum di Giugno 2011. Di seguito il testo:
N° 216
Città di Torino _________________________________________________________________________
Gruppo Consiliare Sinistra Ecologia Libertà
INTERROGAZIONE
Oggetto: Tariffa servizio idrico integrato, remunerazione del capitale investito, campagna di obbedienza civile
___________________________________________________________
I sottoscritti Consiglieri Comunali,
PREMESSO CHE:
- a distanza di nove mesi dalla consultazione referendaria del 21 e 22 giugno 2011, la tariffa del sistema idrico integrato della nostra Città non è cambiata, continuando a ricomprendere la quota abrogata dal referendum relativa alla ”remunerazione del capitale investito”;
- da pochi mesi il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha lanciato una campagna, denominata di “obbedienza civile”, incentrata sul rispetto del risultato del referendum del 21 e 22 giugno 2011, ed in particolare tesa a sensibilizzare gli utenti, l’Autorità d’Ambito e la Smat stessa all’adeguamento della tariffa;
- risulta ai consiglieri interpellanti, che la Smat stessa abbia iniziato una propria campagna comunicativa rivolta ai suoi soci (comuni dell’ATO3) e ai suoi singoli utenti (allegati 1 e 2)
- nelle missive a firma del presidente e dell’amministratore delegato e del dirigente del Servizio Gestione clienti si palesa il pericolo di un “peggioramento del servizio” e la non sostenibilità economica dell’attività di impresa a seguito delle iniziative di autoriduzione della tariffa del servizio idrico, quale spontanea attuazione del risultato referendario sulla remunerazione del capitale investito;
- risulterebbe intenzione di Smat, trasmettere unitamente alla prossima bollettazione un comunicato (allegato 3) che richiama come “qualsiasi autoriduzione della bolletta da parte dell’utente avrebbe come effetto il peggioramento della qualità del servizio e la non sostenibilità da parte di Sma”, concludendo che “in tale situazione Smat non potrebbe che attivare le azioni di rivalsa e recupero previste in caso di insolvenza”;
- questi materiali di comunicazione contengono, tra altre inesattezze, anche quella, macroscopica, di confondere la remunerazione del capitale con gli investimenti (perfettamente separati nella tariffazione normalizzata applicata nell’ATO 3 Torinese)
- il paragrafo 3.4 della carta dei Servizi Smat prevede tra gli obblighi di Smat, quello di informare l’utenza circa “il meccanismo di composizione e variazione della tariffa nonché ogni variazione della medesima e degli elementi che l’hanno determinata”,
INTERROGANO
il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
1) se la decisione di contattare direttamente i soci e gli utenti da parte di Smat sia stata presa dal CDA dell’azienda;
2) se la Città di Torino concorda con Smat sulla necessità di inviare a tutti gli utenti, in allegato alla prossima bollettazione, il comunicato citato;
3) se la Città di Torino condivide l’analisi del Presidente e dell’Amministratore Delegato dell’Azienda relativamente al danno economico e alla qualità del servizio paventati;
4) in particolare se anche la Città di Torino ritenga che l’abrogazione della quota della tariffa relativa alla remunerazione del capitale investito pregiudichi gli investimenti di Smat relativi alle manutenzioni straordinarie e al potenziamento di reti e impianti;
5) circa il rispetto della deliberazione del Consiglio Comunale che impegnava la città a dare ”seguito all’esito del Referendum completando il percorso di concentrazione delle quote Smat direttamente in capo alla città di Torino avviando con l’Autorità d’Ambito e la Provincia di Torino un tavolo di lavoro sul futuro assetto del servizio idrico integrato, fermo restando la totale proprietà e gestione interamente pubblica delle risorse idriche sul nostro territorio” al fine di evitare qualsiasi tentativo di privatizzazione o liberalizzazione rispettando lo statuto della Città che già prevede “che la gestione del servizio idrico integrato sia operata senza scopo di lucro”.
Marco Grimaldi
Michele Curto
Torino, 13 Aprile 2012
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